Secondo l'Iliade, il rapimento di Elena da parte di Paride scatenò la Guerra di Troia; parallelamente, secondo il Ramayana, la grande epopea indiana che affianca il Mahabharata, il rapimento di Sita spinse Rama a dichiarare guerra a Ravana, il demone re di Lanka. Tuttavia, in Grecia come in India, alcuni sostennero che Elena e Sita non sarebbero state mai realmente rapite. Secondo Platone, Stesicoro per sfuggire alla maleduzione della cecità dovette negare che Elena si trovasse davvero a Troia. Anche Erodoto riteneva che Elena non avesse raggiunto in realtà Troia perché trattenuta in Egitto - e a suo dire ciò era noto anche a Omero, che però l'aveva taciuto. Il suo posto era stato preso da un'immagine, da un simulacro, sostenne Euripide, sicché Paride e Menelao si erano battuti per un'entità aerea, per un semplice nome. Analogamente, in base ad altre versioni indiane della storia, anche Sita era rimasta tutto il tempo al sicuro, sostituita da un'ombra che le aveva fatto da controfigura durante le epiche peripezie che la vedono protagonista. Se tali parallelismi rendono inevitabile la comparazione, ciò però costituisce solo l'avvio dell'esplorazione di Wendy Doniger in questo libro che indaga il mistero stesso della duplicità nelle sue più svariate manifestazioni.