Maus è un graphic novel scritto e disegnato da Art Spiegelman, pubblicato tra il 1980 e il 1991 in otto capitoli. La storia racconta la vita di Vladek Spiegelman, padre dell'autore, sopravvissuto all'Olocausto, e del figlio Artie, che cerca di comprendere il passato del genitore attraverso le interviste che gli fa.
La storia è ambientata in due periodi: quello della Seconda Guerra Mondiale, quando Vladek viveva in Polonia e doveva nascondersi per sfuggire ai nazisti, e il presente, quando Vladek vive negli Stati Uniti con la sua seconda moglie, Mala.
Il graphic novel è diviso in due libri: "Maus I - Un Survivor Story" (1986) e "Maus II - E una vita di merda" (1991). Nel primo libro, Vladek racconta al figlio la sua storia di sopravvivenza all'Olocausto, mentre nel secondo libro, Artie affronta i problemi con la sua salute mentale e con la relazione con il padre.
Maus è unico perché i personaggi sono animali antropomorfi: gli ebrei sono topi, i tedeschi gatti, gli americani cani, i polacchi maiali e gli svedesi renne. Questa scelta stilistica serve a rendere la storia più universale e meno specifica della Seconda Guerra Mondiale.
La storia è una riflessione profonda sulla memoria, sulla colpa e sulla sopravvivenza. Maus ha vinto molti premi, tra cui il Pulitzer per la graphic novel nel 1992, ed è considerato uno dei capolavori della letteratura a fumetti.
La sinossi parla di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, che si sposta dalla Germania nazista agli Stati Uniti. Il padre è sopravvissuto all'Olocausto, la madre è morta da troppo tempo e il figlio è un fumettista che cerca di stabilire un legame con la terribile storia del padre. La trama si svolge in forma di fumetto, con gli ebrei disegnati come topi e i nazisti come gatti.