Il testo contiene cinque scritti rosminiani che sembrano non avere nulla in comune. I primi tre - l'appendice sulla condizioni dei bambini morti senza battesimo, la dissertazione e il ragionamento sul peccato originale - sono di natura teologica e si concentrano sul problema della grazia e della giustificazione. Gli altri due - le lodi della Vergine Maria nel Corano e il voto sulla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concepzione - sono invece legati alla mariologia. Questi scritti sono legati tra loro per il periodo di composizione (tra il 1842 e il 1845) e per la connessione della persona della Vergine Maria con la riflessione sul peccato originale, dal quale fu esentata in virtù dell'Incarnazione del Verbo. La differenza tra i primi tre e gli altri due sta nella intenzione con cui Rosmini li compose: i primi sono polemici e intenzionali, mentre gli altri due sono delucidatori e occasionali.