Ivano è un uomo come tanti che ha trascorso tutta la vita a costruire la sua felicità. Credendo di essere riuscito nel suo intento, si è dedicato alla professione di ingegnere e alla famiglia, risultando in un delicato equilibrio, simile alle dighe che lui stesso ha progettato. Questo fragile idillio crolla all'improvviso quando perde la sua amatissima moglie Sofia. Incapace di comprendere se esista ancora un Ivano senza Sofia, decide di andare a Santo Domingo, dove il fratello si è ritirato dopo una carriera nella finanza. Qui incontra Liliana, donna spontanea e fragile come una bambina, che lo attrae istantaneamente. Tuttavia, sul'isola, Ivano intuisce qualcosa di strano nel comportamento del fratello con cui ha sempre avuto un forte legame: sembra essere diventato un'altra persona. Rivedendo a distanza gli eventi della sua vita e le persone che ne hanno fatto parte, Ivano scopre molte cose nuove e inaspettate sul passato, il più enigmatico di cui è la stessa Sofia. Anche con la figlia Anna, rimasta a Milano, i rapporti sono tesi, con lei reticente e ostile verso un padre che non riesce a comprendere. Quello che Ivano scoprirà sul passato lo sconvolgerà e metterà in pericolo gli argini della sua vita pacifica fino a quel momento. Tuttavia, quando tutto sembra crollare, si prospetta una seconda possibilità, la possibilità di un nuovo inizio. Con una lingua flessibile e devota all'incanto semplice e maestoso della realtà, Gaia Manzini descrive le illusioni intorno alle quali costruiamo la nostra felicità e dà voce a una generazione che nei primi anni del Boom ha creato un'idea brillante di futuro a scapito delle proprie radici. Tuttavia, "Ultimo il sole" è anche la storia di un tempo intermedio, dell'attesa di un nuovo ordine delle cose: una famiglia si è disintegrata e ne sta per nascere un'altra. Il passato è alle spalle e davanti c'è solo la luce.